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Dal Veneto alla Sicilia: 21 Oli extra vergine italiani di alta qualità

Per due blogger sensibili ad un’alimentazione genuina e legata quanto più possibile al suo territorio come noi, era solo questione di tempo prima che ci avvicinassimo ad uno degli ingredienti alla base della nostra cucina, frutto di questo albero secolare e leggendario,  che accomuna i popoli del mediterraneo e con cui abbiamo in comune la predilezione per climi caldi.

Per le sue proprietà nutrizionali, il contenuto in polifenoli e vitamina E è importante che l’olio d’oliva sia di qualità.

Ma come riconoscerlo?

Oltre al prezzo (un olio extra vergine d’oliva che costa meno di 8/10 Euro al litro non può garantire standard di qualità elevati) vanno senza dubbio osservati la fluidità, all’olfatto si devono sentire note che vanno dall’oliva all’erba, e al gusto si devono deve esserci l’amarognolo, il piccante e il fruttato e assolutamente non il rancido o la morchia, difetti che possono essere presenti ad esempio se trascorre troppo tempo tra la raccolta e la spremitura, ma non solo.

Vicini alla filosofia di Slow Food, abbiamo seguito il progetto olio dell’organizzazione che raggruppa un gran numero di produttori di olio extra vergine d’oliva e presìdi SlowFood degni di nota e, sfogliandolo, abbiamo selezionato 16 produttori e assaggiato 21 oli extra vergine d’oliva che, dal nord al sud del nostro stivale, ripercorrono la grande varietà (cultivar) offerta dal nostro paese (ben 700), partendo dal più a nord, in Veneto e arrivando in Sicilia, passando per Toscana, Abruzzo, Lazio, Puglia e Calabria in un giro d’Italia degli Oli Extra vergine d’oliva di qualità, per lo più biologici.

Perché biologico?

Chi ci segue lo sa, con tutti gli inquinanti già presenti nell’atmosfera e nel cibo, evitare di avvelenarci ulteriormente con piccole dosi quotidiane di pesticidi è per noi fondamentale, per questo abbiamo prediletto oli da agricoltura biologica, che garantiscono assenza di sostanze chimiche dannose inutili e indesiderate, un’estrazione a freddo (reraper conservare le proprietà nutrizionali) , assenza di molecole di sintesi, enzimi, erbicidi, concimi chimici, solventi, degommazione con acido, soda caustica e … meglio fermarsi qui.

Eccoci alla rassegna degli oli assaggiati, percorrete la lista cercando il produttore geograficamente a voi più vicino o quello che, dalle sensazioni da noi descritte (in rosso), vi ispira di più.

VENETO

Tenuta Pojana

Raccolta (a mano e con agevolatori meccanici), molituro entro breve tempo dalla raccolta in giornata. Conservazione in cisterne in acciaio inox, in assenza di ossigeno, sotto battente di gas inerte (argon).

Armonia (biologico): leggermente amaro, profumato ed equilibrato con una lieve piccantezza finale. Polifenoli: 382 mg/kg. Cultivar: Maurino, Leccio dal corno, Leccino, Pendolino, Frantoio e Grignano.  anticipata rispetto alla maturazione fisiologica. Si abbina, tra le altre cose, con pesce saporito: insalata di baccalà con cipolla sotto la brace, pasta corta fatta a mano al pesto, pesce nobile (orata, branzino),

Un’Arte: note di carciofo, amaro, leggermente profumato e piccante, fruttato quanto basta. Polifenoli: 225 mg/kg. Cultivar: Leccino, Trepp, Maurino, Frantoio, Leccio del Corno, Pendolino. Si abbina, tra le altre cose, con carpaccio di pesce, lasagna al forno con carciofi, risotto di pesce servito a crudo, verdure bollite e al vapore.

Un’Opera: DOP Veneto Valpolicella. Cultivar Grignano, Favarol, Trepp, Pendolino. Profumato, con una marcata nota piccante. Polifenoli: 235 mg/kg. Si abbina, tra le altre cose, con zuppa di legumi, selvaggina, cinghiale, carne alla brace, verdure alla brace.

Sito web dell’azienda agricola Tenuta Pojana a Cazzano di Tramigna (VR)

Le Mandolare

Agriturismo  con ulivi recenti e centenari, 7 varietà di olive, integralmente biologico dal 1996. Il nome deriva dalle numerose piante di mandorlo sparse tra le coltivazioni. Un blend di selezione di diverse cultivar. Polifenoli: 437 mg/kg .

Le Mandolare (biologico):  leggero ed equilibrato, poco amaro, un sapore di erba fresca appena tagliata.

Sito dell’azienda agricola Le Mandolare a Villaga (VI)

TOSCANA

Il Casone 1729 (Presidio SlowFood)

1100 piante secolari (più di 400 anni), altre recenti, biologico senza irrigazione. Lavorazione entro dieci ore dalla raccolta (effettuata con la “manina”, un pettine pneumatico), il frantoio vicino agli oliveti. Da decenni qui non si fa uso né di fungicidi, né di diserbanti né di insetticidi. Contro la mosca olearia l’azienda agricola usa un rimedio a base di polvere di porcellana. Preferiscono effettuare la raccolta ad inizio ottobre, rinunciando ad una resa più importante, per preservare la qualità dell’olio. 

 Il Casone 1729 (biologico):  piccante e anche un po’ dolce, sa di olive mature.

Sito dell’azienda agricola Il Casone 1729 di Massarosa (Lucca)

Reto di Montisoni             

Tutti gli oli extravergini sono biologici. Le olive vengono raccolte sia a mano e con agevolatori meccanici. Premio gambero rosso.

Idillio (biologico) sapore leggero e delicato, poco amaro e retrogusto piccante.

Sito dell’azienda agricola Reto di Montisoni – Bagno a Ripoli (FI)

Casa Cares (Presidio SlowFood)          

Piccolo appezzamento (3 ettari e mezzo) con inerbimento totale.

Gioele: profumo gradevole, pronunciato, fluido in bocca, molto amaro e infine piccante. Polifenoli: 628 mg/kg.

Il sito di Casa Cares (Diaconia Valdese) a Reggello (FI)

La Giumella       

Il Resistente:  equilibrato, un po’ fruttato, amaro e piccante.

Il sito dell’Azienda Agricola La Giumella a Reggello (FI)

Frantoio Pruneti

Frantoio (biologico): prevalentemente amaro, piccante solo alla fine.

Leccino (biologico): note di carciofo, amaro, leggermente piccante

Il sito dell’azienda agricola Frantoio Pruneti a San Polo in Chianti

Felsina 

Raggiolo (biologico): note di carciofo, amarezza e piccantezza che salgono progressivamente, dolce fruttato e leggermente piccante.

Sito dell’azienda agricola Felsina a Castelnuovo Berardenga (SI)

LAZIO

Battaglini            

Azienda a conduzione familiare da tre generazioni. Olive raccolte a mano e molite a freddo. Olive prevalentemente di varietà leccino e frantoio.

Bio (biologico) equilibrato tra amaro e piccante,  profumo leggero, fruttato sapore di erba fresca.

Il sito dell’Azienda agricola Battaglini a Bolsena (VT)

Il Molino – Sciuga 

40 ettari di olivi, nuovi e secolari, agricoltura biologica. Solo olive proprie e frantoio aziendale. Leone d’oro dei Mastri oleari.

Dop Tuscia (biologico): il giusto equilibrio tra amaro e piccante, profumo e sapore di carciofo. 

Il sito dell’Azienda Agricola Sciuga, Il Molino a Montefiascone (VT)

La Castignola     

La Castignola (biologico) profumo gradevole fruttato e leggerissimo retrogusto piccante.

Il sito dell’azienda agricola La Castignola ad Amaseno (FR)

ABRUZZO

Marina Palusci – Pependone

Olio Mania (biologico)profumato, equilibrato dopodiché piccante, leggermente amaro e fruttato.

L’Uomo di Ferro: più amaro che piccante, sapore di carciofo.

Extra vergine: dolce ed equilibrato, amarezza molto leggera, piccante solo alla fine. Sapore di olive mature, corposo.

Il sito dell’azienda agricola Marina Palusci – Pependone a Pianella (PE)

PUGLIA

De Carlo

La maggior parte delle materie prime proviene da campi di proprietà. 

L’olio di Felice Garibaldi:  profumato e molto piccante. Zona di coltivazione delle olive: Bitritto e conca barese.

Il sito dell’azienda agricola De Carlo a Bitritto (BA)

CALABRIA

Elvira Tallarico – Trappeto vecchio 

Tallarico (biologico): profumo fruttato di olive mature, leggermente amaro e piccante sul finale. Equilibrato, sa di carciofo.

La pagina dedicata all’azienda agricola Tallarico Trappeto vecchio su SlowFood  
San Demetrio Corone (CS)

SICILIA      

Xiggiari

Da 4 generazioni, olio DOP e bio.

Giarì (biologico): armonioso, bilanciato, profumato e leggermente piccante. Leggero sapore di carciofo in retrogusto.

Il sito dell’azienda agricola Xiggiari di Paceco (TP)

Frantoi Cutrera              

Primo (biologico): profumo leggero, denso con note dolci e piccanti, equilibrato.

Il sito dell’azienda agricola Frantoi Cutrera a Chiaramonte di Gulfi (RG)

NB: Non essendo assaggiatori professionisti, abbiamo cercato nel nostro piccolo di seguire quanto più possibile le indicazioni fornite da esperti del settore, assaggiando i campioni in modo anonimo e pulendoci la bocca con un pezzettino di mela tra un assaggio e l’altro. Anche per questo non abbiamo dato alcun voto né stilato una classifica, ma ci siamo limitati ad annotare le nostre sensazioni (in rosso).

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